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Matrimonio Mauritano 2019 - PROGRAMMA

GIOVEDI’ 1° AGOSTO
CENTRO DELLA CULTURA DEL VINO – VIA SAN PAOLO
ORE 18:00 INAUGURAZIONE MOSTRA DEI PANI RITUALI E QUOTIDIANI
“L’arte dei pani in Sardegna” In collaborazione con la pro loco di Olmedo

PIAZZA MARCONI
ORE 19:00 INAUGURAZIONE MOSTRA
ITINERANTE SU ANDREA PARODI
“la voce del canto in Sardegna”
In collaborazione con la FONDAZIONE ANDREA PARODI

MUSEO ETNOGRAFICO SA DOMU ANTIGA – VIA MAZZINI
ORE 20:30 GLI SPOSI SI RACCONTANO
interviste e letture di Daniela Deidda
musica del Trio Etnias
Gruppo Folk “Is Messaius de Santu Sidoru” di Barbusi
Degustazione prodotti dell’enogastronomia locale

 

VENERDI’ 2 AGOSTO
CENTRO DELLA CULTURA DEL VINO – VIA SAN PAOLO
ORE 18:00 MOSTRA DEI PANI RITUALI E QUOTIDIANI “L’arte dei pani in Sardegna” In collaborazione con la pro loco di Olmedo

PIAZZA MARCONI
ORE 18:00 MOSTRA ITINERANTE SU
ANDREA PARODI “la voce del canto in
Sardegna” In collaborazione con la
FONDAZIONE ANDREA PARODI

PIAZZETTA DEL MUSEO ARCHEOLOGICO – VIA UMBERTO I
ORE 21:30 I CANTI D’AMORE NELLA CORALITA’ REGIONALE
Coro “Le voci di Ale” di Santadi
Corale “Musicum Collegium” di Santadi
Coro Il Cinquetto
Coro INTREMPAS di Orosei
La Corale di Siurgus Donigala
Presenta Salvatore Bellisai

 

SABATO 3 AGOSTO
CENTRO DELLA CULTURA DEL VINO – VIA SAN PAOLO
ORE 18:00 MOSTRA DEI PANI RITUALI E QUOTIDIANI “L’arte dei pani in Sardegna” In collaborazione con la pro loco di Olmedo

PIAZZA MARCONI
ORE 18:00 MOSTRA ITINERANTE SU
ANDREA PARODI “la voce del canto in
Sardegna” In collaborazione con la
FONDAZIONE ANDREA PARODI

PIAZZA MARCONI
ORE 22:00 SUONI E CANTI DELLE FESTE POPOLARI D’ITALIA
DOMO EMIGRANTES IN CONCERTO
Ospite MAURO PALMAS

 

DOMENICA 4 AGOSTO
MUSEO ETNOGRAFICO “SA DOMU ANTIGA” – VIA MAZZINI
ORE 08:00 IL RITO DELLA VESTIZIONE DEGLI SPOSI

VIA CAGLIARI E PERCORSO CITTADINO FINO ALLA CHIESA DI S. NICOLO’
ORE 09:00 PARTENZA DEL CORTEO NUZIALE con la partecipazione di gruppi folk; cavalieri; strumentisti, tracas, autorità e sposi

SAGRATO DELLA CHIESA PARROCCHIALE DI DI S. NICOLO’
ORE 11:00 CELEBRAZIONE LITURGICA DEL MATRIMONIO con omelia in lingua sarda. La Santa Messa sarà cantata dal Coro Serpeddì di Sinnai

Segue il RITO DE SA GRATZIA e la distribuzione al pubblico del pane tradizionale benedetto

CENTRO DELLA CULTURA DEL VINO – VIA SAN PAOLO
ORE 16:00 MOSTRA DEI PANI RITUALI E QUOTIDIANI “L’arte dei pani in Sardegna” In collaborazione con la pro loco di Olmedo

PIAZZA MARCONI
ORE 16:00 MOSTRA ITINERANTE SU ANDREA PARODI “la
Voce del canto in Sardegna” In collaborazione con la
FONDAZIONE ANDREA PARODI

PIAZZA MARCONI – FRONTE CHIESA SAN NICOLO’
ORE 20:00 SU CUMBIRU
Invito alla popolazione con la torta nuziale e i dolci tipici
degli sposi

PIAZZA MARCONI – PALCO CENTRALE
ORE 20:30 FESTA DELLA TRADIZIONE
I balli rituali e le danze di corteggiamento, i canti popolari, i
suoni della tradizione popolare sarda, con la partecipazione
dei gruppi folkloristici regionali.
Presenta Ottavio Nieddu

 

Il Matrimonio Mauritano

 

(a cura dell'Ufficio Promozione Turistica)

Esiste un paese nel basso sulcis, ovvero la zona più a sud della Sardegna che si affaccia verso il continente africano, in cui da 38 anni si ripropone il più antico rito religioso per eccellenza, il matrimonio, secondo le tradizioni rurali della gente sulcitana.

Dal 1968 la celebrazione del Matrimonio definito Mauritano, si svolge a Santadi, piccolo centro di circa 4000 abitanti. Ma perché tra tutti i paesi del Sulcis, è stato scelto proprio Santadi? Numerosi documenti curiali attestano l’importanza che il paese rivestiva in passato, in quanto la Villa di Santadi costituiva una delle due Cappellanìe del Sulcis. La Cappellania era un territorio abbastanza vasto, che veniva affidato ad un Cappellano, il quale vi si recava regolarmente per officiare le funzioni religiose nella chiesa parrocchiale della Villa, tra le quali ovviamente, il matrimonio.

Ogni anno la prima domenica d’Agosto, Santadi ripropone questo rito che viene celebrato secondo i canoni della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, definito come detto in precedenza, Matrimonio Mauritano. Il termine non deve trarre in inganno in quanto non si tratta di un rito pagano, ma il riferimento è relativo alle genti africane che probabilmente in passato, sono sbarcate nei lidi sulcitani e sono state ospiti delle terre santadesi.

I preparativi che sono antecedenti al giorno di festa sono tanti, sicuramente l’allestimento delle traccas (i carri addobbati) degli sposi, è tra le cose che fanno risvegliare l’orgoglio contadino della gente. Le traccas sono i carri trainati dai buoi, addobbati con gli arazzi più belli, le spighe di grano, tralci di mirto, fiori e tappeti, con i quali verranno accompagnati i futuri sposi, ad unirsi in matrimonio. Un carro dovrà accompagnare la sposa, assieme ai genitori e ai testimoni, mentre un altro verrà utilizzato dallo sposo e dai suoi familiari. Gli sposi, i rispettivi genitori e tutti coloro che ne hanno la possibilità, indosseranno il costume tradizionale, quello del giorno di festa. Avvenuta la vestizione dello sposo, egli verrà accompagnato a prendere la sposa; le traccas serviranno per condurre i futuri sposi nel corteo nuziale, al quale partecipano anche vari gruppi folckloristici provenienti da tutta l’isola.
La celebrazione del rito religioso avviene nella piazza principale, in un apposito palco allestito per l’occasione, di fronte all’intero paese che si rende testimone della promessa nuziale.

A fine cerimonia, si consuma il rito pagano per eccellenza, che è ancora in uso nella tradizione isolana, ovvero sia la benedizione degli sposi da parte delle rispettive madri, che seguono il rito dell’acqua; gli sposi vengono fatti inginocchiare su un cuscino bianco, successivamente la madre della sposa fa il segno della croce con un bicchiere d’acqua, benedicendo in questo modo prima la figlia, alla quale farà poi bere l’acqua, dopodichè al genero; il tutto viene ripetuto anche dalla madre dello sposo.

Infine, la madre della sposa prima, la madre dello sposo poi, cospargono il capo dei figli con “sa gratzia” (è uno dei momenti più importanti della cerimonia), impartendo in questo modo la benedizione anche ad elementi come chicchi di grano, petali di rose, sale e monetine, sinonimo rispettivamente di, abbondanza, felicità, ricchezza e saggezza. Dopodichè avviene la rottura del piatto, quasi per scaramanzia, con l’augurio di un futuro ricco di felicità, serenità e prosperità. A questo punto, gli sposi omaggiano la gente che si è stretta a loro, col pane nuziale, preparato appositamente per essere offerto dopo la cerimonia. Al termine, i novelli sposi vengono lasciati liberi di festeggiare con parenti ed amici e la sera rientrano nella piazza principale, per ricevere auguri ed essere accolti festosamente dal paese stretto attorno a loro.
La serata termina poi con balli e canti da parte dei gruppi folkloristici provenienti dalle varie zone dell’isola e con il ricevimento nuziale, durante il quale gli sposi offrono al pubblico, dopo il famoso taglio della torta, i dolci tipici della tradizione e l’ottimo vino che in paese si produce.

Galleria fotografica

Pantaleo

Pantaleo: recupero antichi edifici

Autore: Salvatore Selis – Sant’Antioco

 

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Pantaleo

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